Diamo alcune informazioni a chi sabato sera sarà al campo comunale di Bresso in via G.Deledda alle ore 21.00 per aiutarlo a capire cosa è il Superbowl ed in generale il football americano.
Cosa è il Superbowl? Il Superbowl è la finale tra le squadre che partecipano al massimo torneo organizzato dalla FIF. Fino a l’anno scorso veniva disputato tra squadre che giocavano ad undici giocatori, quest’anno visto l’esiguo numero di squadre e la volontà di fare comunque un campionato il più simile possibile allo spirito del football è stato deciso di giocarlo a nove giocatori. La formula di play off e Superbowl è proprio dello sport americano e premia la squadra che non solo gioca meglio, ma che ha un roster adeguato a sopperire ad eventuali infortuni ed una organizzazione propria delle migliori società. Per questo motivo pur giocando con nove giocatori una squadra deve avere almeno un minimo di circa trenta atleti. Lo spirito di questo sport e la sua complessità fa si che ci siano in squadra almeno nove giocatori del reparto offensivo, con caratteristiche proprie, nove del reparto difensivo, con caratteristiche ovviamente diverse, oltre ad alcuni specialisti. Oltre a questi, una squadra deve avere a sua disposizione almeno cinque riserve per reparto, il che porta un numero accettabile a roster molto vicino ai trenta. Giocare a football a nove con m
eno di 25 trenta giocatori sarebbe non giocare a football o giocare a football costringendo atleti a doppio ruolo. Sarebbe snaturare lo spirito di questo splendido gioco che prevede per sua natura caratteristiche caratteriali e fisiche totalmente diverse, oltre che richiedere a dei ragazzi sforzi ed impegni che non solo potrebbero rivelarsi dannosi ma sicuramente non gli permetterebbero di crescere tecnicamente, non potendo neanche allenarsi in maniera adeguata durante la settimana, non avendo il numero minimo di partecipanti ad uno scrimmage, che è la simulazione della partita. La scelta di giocare a nove questo campionato è proprio dovuta alla priorità di tutelare gli atleti, la loro crescita, la credibilità di questo sport, avendo roster che permettevano a tutte le società di giocare a nove, ma l’impossibilità di giocare ad undici per tutti. Perché il 32° Superbowl? Perché fui il primo a decidere questo nome vincendo le paure di Colombo che temeva un intervento della potente NFL, e da allora tale nome per la finale è stata di volta in volta passato da ogni nuova sigla subentrata all’originale AIFA. Così è stato anche per la F.I.F. a.s. ( le cinque stelle non sono casuali nel marchio) che continuò l’eredità accettata e concessa da NFLI, tanto che dopo la chiusura della stessa NFLI si giocò il 29° Superbowl a Roma in onore della capitale, il 30° a l’Aquila, per solidarietà con la popolazione così duramente colpita dal terremoto, il 31° a Torino l’anno scorso, in occasione dei 150° anniversario dell’unità d’Italia, e il 32° sarà giocato a Bresso prima della visita del Papa per la giornata mondiale della famiglia, assimilando in maniera molto modesta la grande famiglia del football americano italiano, che al di la di divisioni di sigle, unisce gli atleti per passione, volontà e spirito di sacrificio. Quante saranno le squadre in campo? Quest’anno come l’anno scorso saranno tre e tutte volonterose di fare bene, alle due finaliste si affiancherà infatti la squadra che è il fiore all’occhiello della F.I.F. a.s.: quella degli arbitri. Sotto la direzione di Dario Cittadini, aiutato dal CNA scuola di formazione degli arbitri, recentemente riconosciuta ufficialmente anche dalla F.I.F. a.s. su loro richiesta, e con la collaborazione di Giovanni Frisiani, decano degli arbitri, ha formato, in cosi breve tempo, un gruppo di appassionati volonterosi che consapevoli della loro importanza studiano e si applicano per migliorare la loro professionalità e competenza, oltre ad imparare a gestire atleti e coach che spesso farebbero perdere la pazienza a chiunque. Fare parte di questa squadra vuol dire anche saper capire e comprendere, senza tollerare quando qualcuno va oltre il lecito e oltre il civile confronto. Gli atleti grazie al loro comportamento sono consapevoli dell’importanza del ruolo che essi svolgono di tutela della loro integrità fisica e del regolare svolgimento degli incontri, senza per questo pretendere l’infallibilità che a nessuno è concessa. Per questo, a prescindere dal risultato, ci sono già dieci vincitori: gli atleti della squadra dei Ref che scenderanno in campo sabato sera. Per gli altri resta la consolazione di far parte di questa squadra di eccellenza e la consapevolezza di poter essere loro il prossimo anno in campo se miglioreranno ulteriormente. Da sottolineare la gratuità del loro impegno proprio come quello dei giocatori, che anzi spesso debbono pagare per sostenere la società di appartenenza.
L’appuntamento è dunque per sabato sera, poco prima delle 21 al campo di Via G.Deledda a Bresso (Mi) dove sarete aiutati a capire il gioco da un commentatore che vi introdurrà alle regole e alle dinamiche del football americano per rendere più fruibile e godibile lo spettacolo che gli atleti vi forniranno.